CENNI DI FISIOLOGIA DEL DOLORE

Il dolore rappresenta il mezzo con cui l’organismo segnala un danno tessutale. Secondo la definizione della IASP (International Association for the Study of Pain – 1986) e dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità, il dolore «è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno».

Esistono diverse tipologie di dolore, ma in tale circostanza sono presentati solo dei cenni sulla fisiologia del dolore, per sottolineare che spesso la sede in cui si ha dolore non corrisponde alla causa che ne ha dato origine.

Dolore somatico: Nasce da nocicettori di cute, muscoli, articolazioni e ossa. Rispondono a stimoli quali pressione, trazione, taglio, sfregamento, variazioni termiche, variazioni del pH, azioni enzimatiche; solitamente ben localizzato e riferito all’area direttamente interessata.

Dolore viscerale: Nasce dagli organi contenuti nelle cavità toracica e addominale. I visceri non hanno una innervazione sensitiva, ovvero la tensione generata da essi si trasmette ad altri tessuti innervati sensorialmente, come ad esempio al peritoneo parietale, quindi il dolore è poco localizzato, spesso associato a stress, ipomobilità, contrazioni, irritanti chimici, infiammazione ecc; può essere riferito ad aree cutanee innervate dalle stesse radici nervose del viscere (dermatomeri), anche distanti dal viscere stesso. Le vie afferenti degli impulsi dolorifici dei visceri toracici e addominali viaggiano nei nervi del sistema nervoso.

Dolore misto: Quando interessa sia strutture somatiche che viscerali.

Dolore riferito: Il dolore che origina da una disfunzione di un viscere può essere riferito a zone del corpo anche distanti. Esempi comuni sono il dolore al lato ulnare del braccio sinistro per il dolore cardiaco; al testicolo per la colica ureterale. Purtroppo le sedi del dolore riferito non sono stereotipate e spesso interessano sedi inconsuete: il dolore coronarico, ad esempio, può essere riferito al braccio destro, alla mandibola, al dorso, all’epigastrio. Il dolore è riferito a strutture aventi origine embrionale dallo stesso segmento o dermatoma, anche se successivamente avviene una migrazione. Secondo la teoria della convergenza le fibre afferenti somatiche e viscerali convergono sugli stessi neuroni midollari. Pertanto, quando i neuroni sono stimolati da afferenze viscerali, il messaggio per i centri superiori del Sistema Nervoso Centrale viene inviato alla regione del corpo corrispondente.

Si può presentare una situazione opposta in cui un dolore riferito agli arti, al tronco o alla testa, se trascurato, probabilmente potrebbe portare ad una sofferenza in altre zone del corpo.

Cranio – Sacrale: Alcuni dolori posso avere origine da alterazioni del sistema cranio-sacrale (vedi trattamenti).

Quanto descritto dimostra che la causa di un dolore può avere un origine di diversa natura, perché ogni parte del corpo dipende da altre parti. Questa interdipendenza dei componenti del corpo è mediata dai suoi sistemi di comunicazione. Grazie ad una visione globale del corpo e ad un ottima capacità palpatoria, il trattamento osteopatico mira a ricercare l’origine del dolore, il “fulcro”, un punto di tensioni che porta ad una serie di squilibri del corpo al fine di riadattare l’intero organismo e ritrovare lo stato di salute e armonia.